E concludiamo qui la trilogia toscana con una vera gemma: i funghi porcini freschi. Almeno una volta nella vita, si deve provare questa delizia intrisa di umami. Quando sono freschi, i porcini hanno un sapore che ricorda il muschio e la pioggia: chiudete gli occhi e vi sembrerá di trovarvi i un'ombrosa foresta di castagni sulle montagne della Toscana. Una beatitudine! Un solo boccone basterá per farvi capire come mai sono cosí costosi. Io sono talmente fortunata da avere uno zio (Nedo) che é cercatore di funghi da quando era un bambino. Conosce i boschi circostanti alla sua casa come le proprie tasche, e quando piove, si alza prestissimo al mattino e setaccia i boschi, tornando a casa con qualcosa come 30 Kg di funghi. Non é un'esagerazione! Una cosa molto bella che fa é che non usa mai buste di plastica quando raccoglie i funghi; li mette tutti in delle ceste di vimini, cosí che le spore possano cadere liberamente al suolo mentre lui attraversa il bosco. Nasceranno quindi nuovi porcini, rendendo le scorte inesauribili e la raccolta sostenibile. Questa ricetta é della mia mamma.
Il blog di cucina di un' italiana dalla prospettiva internazionale
Focaccia al Rosmarino: English version of this blog
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giovedì 19 agosto 2010
Crostini ai Funghi Porcini
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mercoledì 19 maggio 2010
Vellutata di Zucca Arrostita con Crostini all'Aglio
Oggi sono stata al 'Real Food Festival' ad Earl's Court, a Londra. Era spettacolare! C'erano piú di 400 banchetti di piccoli artigiani che avevano lo scopo di promuovere ingredienti locali e sostenibili e metodi di allevamento, agricoltura e produzione tradizionali e biologici. Io, come si suol dire, ero 'nei miei cenci' e zompettavo da un banchetto all'altro assaggiando i prodotti e chiacchierando con i produttori. Alla fine ho comprato un elenco di manicaretti inclusi pastrami e carpaccio fatti con manzo Aberdeen Angus scozzese; bacon affumicato; salsicce di maiale della qualitá Gloucestershire; cheddar Hundred Dram; crackers al formaggio Red Leicester e senape; biscottini al limone; pane del Somerset e un barattolo di tartufo nero a fettine, sott'olio. Alla faccia!
Una delle cose che piú mi sono piaciute é stato l'incontro con due giovani artigiani del Suffolk, che mi hanno fatto conoscere l'olio di semi di ravizzone. Spremuto a freddo e ricco di Omega 3, é stato presentato come l'alternativa britannica dell'olio d'oliva. E anche se senza dubbio non potrei mai fare a meno di quest'ultimo, sono anche convinta che a volte il significato dato qua in Inghilterra all'olio d'oliva va un po' perso. Nel senso che molto spesso nei supermercati vengono vendute miscele di oli d'oliva di dubbia provenienza a prezzi da capogiro! Io mi procuro l'olio d'oliva dall'Italia, da frantoi che i miei genitori conoscono e dei quali si fidano, e perció sono stata attratta dall'idea di provare una varietá d'olio prodotto da due artigiani cosí chiaramente appassionati dal loro lavoro. Quindi ho comperato una bottiglia e appena arrivata a casa l'ho provato immediatamente con la mia vellutata di zucca arrostita. Il risultato era delizioso e l'olio di semi di ravizzone ha conferito alla minestra un sapore fragrante. Si impara qualcosa di nuovo ogni giorno!
PS - Devo menzionare un'altro fatto entusiasmante: ho assistito ad una dimostrazione dal vivo del mitico Giorgio Locatelli che preparava i saltimbocca alla romana usando vitello inglese, accompagnandoli da funghi galletti al tegame e melanzane alla parmigiana. E sono stata la prima della fila ad assaggiare il piatto. Neanche a dirlo, era ottimo!!!
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